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Oggi parliamo del potere che noi deleghiamo agli altri di farci sentire stressati. Noi abbiamo grandi poteri di cui spesso fraintendiamo il potenziale.

Abbiamo il potere di pensare e questo accade spesso anche senza la nostra volontà, noi pensiamo volontariamente e involontariamente, di giorno e di notte (anche se li chiamiamo sogni o incubi).

Una legge/regola fondamentale a cui siamo sottoposti un po’ come la legge di gravità, ma di cui non conosciamo l’esistenza è la seguente:

Tutti noi Esseri Umani sentiamo sempre e solo il nostro pensiero.

Cosa significa questo?

Ciò significa che non ci sentiamo felici perché stiamo guardando un film comico, bensì ci sentiamo felici perché abbiamo un pensiero felice mentre guardiamo quel film. Potremmo guardare lo stesso film comico e piangere disperati se stessimo pensando alla moglie che ci ha lasciato o alla possibilità di aver perso il portafogli con dentro tutti i documenti e una grossa somma in contanti.

Se poi nella realtà il portafogli fosse solo scivolato tra i sedili dell’auto… noi staremmo seduti a guardare un film comico con il portafogli dentro la nostra auto, piangendo disperati credendo al pensiero di aver perso documenti e denaro.

In ogni istante della nostra intera esistenza noi sentiamo sempre e solo il nostro pensiero confondendolo con la realtà. Realtà e pensiero sono due cose distinte che nella nostra mente spesso si confondono e noi cadiamo nella trappola di credere che ciò che stiamo pensando nel momento sia la realtà.

In effetti è la realtà di quel momento per noi quando ci dimentichiamo che siamo stati noi a creare quel determinato pensiero.

Cos’ha a che fare con lo stress e la delega tutto ciò?

Tutto.

Ogni volta che credi alla diffusa credenza che è il collega o il lavoro a stressarti stai delegando al di fuori di te il potere di stressarti. Quando in realtà la sensazione di stress non è altro che la sensazione legata al tuo stesso pensiero.

Se non possiamo sentire/fare esperienza di niente altro al di fuori del nostro pensiero, quando sentiamo stress stiamo facendo esperienza di un nostro pensiero stressante.

Quindi per risolvere il problema dello stress anziché cercare la migliore strategia di gestione dello stato, gestione del tempo, gestione del lavoro,  sarà molto più efficace riconoscere che quel pensiero di stress, se non alimentato, ha la capacità di defluire proprio com’è nella natura di ogni pensiero il fluire.

Il pensiero fluisce, è la sua natura.

Delegare all’esterno di noi il potere di renderci o meno felici, stressati, arrabbiati è come cercare le chiavi di casa in giardino quando in realtà le abbiamo perse dentro casa. Non potremmo mai trovarle.

Nel momento in cui vediamo veramente la natura della nostra esperienza e cioè che ciò che stiamo sperimentando/provando/sentendo in quel momento è la trasformazione in sensazione del nostro stesso pensiero, le cose inizieranno a cambiare da sole.

Il nostro modo di affrontare la vita cambierà perché sarà cambiata la nostra consapevolezza sul modo in cui si crea.

Tutto qui? Si tutto qui… ma il cogliere in profondità questo aspetto rivoluziona drasticamente il nostro modo di percepire la vita donandoci tanta più leggerezza e grande padronanza e determinazione.

Deleghiamo agli altri i compiti da svolgere, ma non deleghiamo mai la nostra felicità o il nostro stress, perché essere felici o stressati è una sensazione che deriva unicamente e costantemente dal nostro pensiero di momento in momento e quindi il collega non potrà mai portare a termine con successo il compito di renderci felici o di non stressarci; solo noi abbiamo il potere di farlo.

Buon lavoro!

Monica Fava

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