La salute dell’organizzazione, il miglioramento del welfare e l’ottimizzazione del lavoro. Sono queste le ragioni alla base del sempre maggiore interesse verso il benessere organizzativo aziendale: un tipo di atteggiamento proattivo del pensiero, capace di produrre molti benefit sia a livello del singolo lavoratore, sia soprattutto in termini di clima aziendale. Un elemento da non sottovalutare, considerando che è sempre più evidente quanto il benessere sul lavoro e la capacità di gestione siano elementi essenziali per il successo dell’azienda.

Nessuna paura: i problemi si risolvono


Nascondere il problema non serve. Se al lavoro non si sta bene, ciò impatta su più livelli: personale e aziendale. E dato che i problemi, se continuano ad essere visti attraverso la logica outside in dell’esperienza, non possono fare altro che peggiorare e riflettersi sull’attività aziendale, meglio affrontarli con coraggio, pazienza e intelligenza. Come è nello spirito dei Tre Principi, nei quali la comprensione del funzionamento di Mente, Pensiero, Consapevolezza guidano verso la corretta predisposizione mentale per migliorare la qualità della vita, anche lavorativa.
Che si sia datore di lavoro, o dipendente, non è mai troppo tardi per accogliere un momento di crisi come l’opportunità per rinnovarsi, vedere l’origine delle vecchie malsane abitudini (anche e soprattutto del pensiero) e intraprendere il percorso verso il benessere organizzativo aziendale.

Dal datore al dipendente: impattare sulla vita quotidiana


Un corretto atteggiamento da parte del datore di lavoro produce maggiore fiducia nel dipendente, quindi una migliore prestazione lavorativa: e di conseguenza, un qualità superiore del lavoro svolto.
Mettere i propri dipendenti nelle condizioni di poter gestire lo stress – andando per esempio a impattare positivamente sulle loro condizioni di vita con benefit quali orario flessibile, asilo aziendale, possibilità di autogestione di una parte del lavoro e così via – permette un concreto miglioramento della produttività che influisce sui risultati del lavoro stesso.

Infatti, è stato dimostrato che una corretta gestione del benessere organizzativo aziendale ha come effetti principali la distensione del clima lavorativo, con il morale dello staff più alto, il miglioramento dell’autostima dei lavoratori e l’incremento della produttività. Ma anche la riduzione della percentuale di assenteismo e la riduzione del tasso di turnover: senza dimenticare un non indifferente miglioramento dell’immagine dell’azienda.
Insomma, la salute sul lavoro produce concreti effetti positivi sui risultati del processo produttivo e creativo.

Dal dipendente al datore: impegno e spirito di squadra


Le iniziative di benessere che riguardano la salute sul lavoro implicano un miglioramento degli obiettivi aziendali anche attraverso l’impegno da parte del singolo lavoratore. Ciascuna persona può essere coinvolta in questo processo verso la serenità, dando il suo contributo in termini di suggerimenti e feedback: un processo che aiuta e incoraggia al raggiungimento dell’obiettivo, stimolando l’autodisciplina, il senso di squadra e l’autonomia.

Infatti, spesso quando si parla di benessere sul lavoro, comunemente il primo pensiero è esclusivamente alla salute, declinato sulla sicurezza: questa, però, è una condizione essenziale e imprescindibile, a cui il lavoro sul benessere aziendale si va a innestare proficuamente.
Con la comprensione di ciò che è veramente il pensiero e con il proprio contributo, il dipendente ha la possibilità di vedere nel suo lavoro non una semplice mansione, ma una competenza che sa esplicare con profitto; non più solo una fonte di ansia perché sentito come un obbligo insanabile, ma piuttosto come un luogo e un tempo dove si manifesta il suo saper fare.
Una competenza che si riflette non solo su di lui, ma su tutta l’azienda , ovvero la squadra di cui fa parte.

Attraverso la comprensione dei Tre Principi alla base dell’esperienza umana – ciascun individuo può diventare in grado di lasciar andare i pensieri che hanno condizionato negativamente il proprio rapporto con il lavoro fino ad ora, comprendendo la reale natura del pensiero e di come l’esperienza sia creata dall’interno verso l’esterno e non viceversa. Acquisendo una nuova consapevolezza e generando il meritato benessere aziendale.

You may also like