L’ESSENZA DELLE RISORSE UMANE

Chi fa l’azienda? Un gruppo di persone (RISORSE) che condividono una visione. 

La visione non è l’obiettivo, non sono i valori e neppure le passioni di ogni componente del gruppo, ma è il frutto della condivisione e della collaborazione dei rispettivi valori, passioni e obiettivi.

In questo articolo parleremo di come affrontare una ripartenza, una rinascita, un cambiamento attraverso il ritorno all’essenza e la riscoperta e il potenziamento delle proprie risorse.

Come sono cambiate le nostre vite?

È ormai noto che il Covid-19 ha cambiato le nostre vite, ma è altrettanto certo che ha cambiato anche le persone. Di fronte a questo choc che ha scombussolato le nostre routine tutto il mondo si è fermato per un breve o lungo periodo. Una battuta d’arresto spesso viene intesa come un fallimento, ma chi è in grado di accettarla e trasformarla in qualcosa di utile, ne trae indiscusso profitto

La pandemia ci ha insegnato che sulla Terra le persone sono uguali, la diffusione del virus non ha fatto distinzione tra classi sociali, livelli di reddito, cultura, etnia o religione; siamo stati tutti allo stesso livello almeno sul piano fisico, altra storia quando analizziamo le condizioni in cui ci troviamo e le opportunità che ci vengono messe a disposizione. Si, perché mentre ogni essere umano è fatto allo stesso modo, funziona utilizzando lo stesso “sistema operativo” che madre natura (o chi per voi) ci ha dato, non ogni essere umano è messo nelle condizioni di far funzionare al massimo del suo potenziale questo sistema operativo. 

Convenienza e responsabilità aziendale

Ecco allora che un’azienda ha la responsabilità, e lasciatemelo dire, la convenienza di prendere decisioni che guardano lontano, impegnandosi su due fronti: 

  1. sul piano sociale, affinché in qualsiasi settore operi, sostenga l’unica filosofia che ci permette di essere qui, la filosofia di Madre Natura (o chiamatela come volete – Creatore, Universo, Vita…)
  2. sul piano aziendale, affinché le proprie risorse siano messe in condizioni di utilizzare il proprio sistema operativo al massimo del potenziale.

Solo così, con il punto b, avrà la possibilità di ottenere il meglio che può dalle proprie risorse e questo meglio avrà un valore anche nel lungo periodo per l’intera società. 

In questo frangente è necessario trasformare le paure in coraggio, riguadagnare chiarezza e lucidità per ricostruire una nuova normalità. Bisogna cercare di ritornare utili, abbandonare le trappole mentali, produrre nuova socializzazione e nuovi valori, se necessario. 
Potrebbe rendersi necessario un “ritorno alle tradizioni” per recuperare le proprie radici e una maggiore attenzione a quella che è la vera identità aziendale, fatta di valori condivisi e obiettivi comuni. È arrivato di momento di lasciarsi guidare dalla voglia di fare, di costruire, di rilanciarsi, sfruttando opportunità che altri non riescono a vedere.

Da dove partire?


Un primo punto di partenza potrebbe essere l’ascolto. Creare un clima favorevole dove poter comunicare apertamente, dove collaboratori e partner possano esprimere le proprie passioni, i propri valori e i propri obiettivi. Un clima favorevole ad accogliere le specificità di ognuno e a condividere una visione comune che possa fungere da guida è la base sulla quale costruire l’intera architettura aziendale.

Qual è lo scopo ultimo di tutto ciò? Contribuire insieme, ognuno con le proprie specificità e inclinazioni alla generazione di idee comuni che creino valore per se stessi, per l’azienda e quindi per la società.

Il profitto come mezzo

È nella natura originaria dell’uomo prosperare, evolvere e allinearsi quanto più possibile con l’essenza della vita. Mettere l’Essere Umano al centro, significa spiegare le vele nella direzione del vento, creare l’assetto favorevole affinchè il potenziale naturale e già presente nell’azienda venga ottimizzato e produca il risultato migliore. 

In questo periodo abbiamo scoperto che per battere il virus servono coordinamento e cooperazione globale e stiamo riscoprendo quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. La chiave dunque è creare relazioni basate su un rapporto di fiducia che vadano oltre il rapporto gerarchico. Per il mondo in cui viviamo è già stato importante l’aver dimostrato di saper agire per una ragione più importante del profitto; il profitto fine a sé stesso ci porta lontano dall’essenza di ciò che siamo e del motivo stesso per cui viviamo. Il profitto deve essere il mezzo attraverso cui operare, non l’obiettivo della nostra impresa; solo così potremo sfruttare a pieno l’energia presente nella vita stessa.

È auspicabile favorire dinamiche che tendono a stabilire relazioni di lungo periodo lontane dal mero rapporto clienti/fornitori per orientarsi verso un approccio di partnership.

Storie di imprenditori famosi

Di recente Brunello Cucinelli, noto imprenditore in campo tessile, ha fatto due importanti e lungimiranti affermazioni:

– Ha definito i suoi dipendenti “capitale umano da valorizzare”  (non a caso la sua azienda è considerata tra le migliori per il trattamento dei dipendenti).

– Considera ignobile speculare sui fornitori. La redditività del suo impero non sarà quindi corretta mediante il taglio dei costi lungo la filiera e la richiesta di sconti ai fornitori. Al contrario, si metterà in sicurezza la catena del valore e si punterà alla qualità del prodotto e della distribuzione.Paradossalmente pensare al benessere dell’intera filiera e della comunità in cui si opera, prima di pensare al profitto personale, porta profitto e garantisce la sostenibilità dell’intero progetto imprenditor

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