Sensazioni di insicurezza vengono create all’istante non appena  separiamo innocentemente il pensiero e la sensazione. Questo avviene perché (erroneamente) crediamo di poter essere indotti a sentire qualcosa che non pensiamo.

K. Blevens

In queste indescrivibili giornate mi sono fatta una domanda:

Cosa spinge l’essere umano a certi comportamenti?

Le risposte che di solito ci diamo come lo stress, l’ambiente, le persone che ci sono attorno, la condizioni di disagio in cui vivono, la brama di potere o il desiderio di ricchezza sono tutti argomenti che apparentemente possono sembrare plausibili, ma che ad uno sguardo più attento e profondo si rivelano inconsistenti.

Che cos’è lo stress lo abbiamo già visto nell’articolo Delegare lo stress e anche tutte le altre risposte posso essere ricondotte alla spiegazione data per lo stress.

Ciò che ci induce a comportarci in un certo modo è la ricerca di un appagamento interiore, di un sollievo, di una migliore sensazione dentro di noi e crediamo che questa sensazione migliore possa arrivarci dal vendicare un torto subito o dall’avere più denaro in banca o magari dal raggiungere una determinata posizione sociale.

In parte, e solo in un primo momento, potrebbe apparirci vero che il raggiungimento di questi obiettivi ci dia una buona sensazione e la spiegazione è molto semplice: appena otteniamo quello per cui abbiamo compiuto l’azione il nostro corpo viene sollecitato a produrre dopamina, un neurotrasmettitore che ci da subito la sensazione di gioia, carica, piacere.

Ma cosa avviene in realtà, cosa fa partire la produzione di dopamina?

Un Pensiero

Nel momento del raggiungimento dell’obiettivo il primo pensiero che ci passa per la mente è: “ce l’ho fatta” e la sensazione che sentiamo è quella di benessere; ma quindi a darci la sensazione che cos’è veramente?

Il pensiero di avercela fatta e non il fatto in sé. Se ottenessimo il medesimo risultato, ma fossimo intenti a desiderare qualcos’altro, non proveremmo la stessa sensazione e tutto solo perché non avremmo quel pensiero…

Quindi, se la mia gioia, il mio benessere, la produzione di dopamina sono scatenati non dall’avvenimento, ma dal mio pensiero sull’avvenimento, potrei in qualsiasi momento provare quella gioia indipendentemente dal risultato, semplicemente avendo un determinato pensiero…

(So che in questo momento ti stanno venendo in mente un sacco di ma… dubbi e analogie e lo comprendo; ti chiedo però di metterle da parte, sgomberare di nuovo la mente e continuare a seguire il ragionamento aperto ad una nuova idea… potrai riprendere il tuo pensiero dopo aver finito di leggere.)

Dicevamo… La nostra sensazione, qualunque essa sia, non deriva dall’accadimento in sé, bensì dal nostro pensiero su questo avvenimento e che quindi è completamente irrilevante cosa sia effettivamente successo ai fini di provare una determinata sensazione; ciò che conta sul serio è il pensiero che in quel momento ci sta passando per la mente e che noi sentiamo.

Stando così le cose, l’illusione di dover compiere una determinata azione al fine di sentirci “meglio”, “appagati”, “soddisfatti”, “vendicati”, “di valore”, “motivati” ecc… non è altro che un fraintendimento, dato che stiamo cercando di trovare qualcosa nel posto sbagliato.

Stiamo cioè cercando di ottenere una sensazione da un avvenimento al di fuori di noi, mentre le nostre sensazioni vengono generate, causate, originate solo ed unicamente dal nostro pensiero.

Riesci a cogliere dov’è la falla del sistema illusorio che pervade il nostro mondo quotidiano?

Abbiamo un pensiero su una determinata situazione (ed è uno dei tanti pensieri che potremmo avere), quel pensiero ci fa provare una determinata sensazione, ma noi, credendo all’illusione che la sensazione provenga dall’esterno attribuiamo la causa di quella sensazione, magari sgradevole, alla circostanza.

Poi è naturale desiderare di provare una sensazione migliore e sempre più immersi in questo fraintendimento, pensiamo che l’unica possibile soluzione sia modificare la circostanza esterna in un determinato modo (quello che in quell’istante ci è passato per la mente e che abbiamo considerato come l’unico possibile).

Ed il gioco è fatto, l’illusione è creata e i presupposti per fare azioni del tutto insensate stabiliti.

Un esempio?

Il nostro responsabile acquisti ha confermato un ordine che noi riteniamo troppo alto per il reale fabbisogno, la nostra sensazione è di paura di perdere denaro con tutto ciò che ne consegue e quindi di rabbia e la reazione che ci viene in mente per stare meglio è quella di scaricare la rabbia contro il responsabile acquisti, che una volta ricevuta una bella lavata di capo, smetterà di fare gesti così sconsiderati. Dopo una sfuriata di 10 minuti torniamo nel nostro ufficio alleggeriti e soddisfatti della nostra capacità di tenere sotto controllo i nostri dipendenti, ci sentiamo più rilassati e possiamo dedicarci alle nostre attività.

Cos’è cambiato nella situazione? Guardiamo i fatti:

È stato fatto un ordine di merce che è non giustificato dai numeri.

Abbiamo urlato e trattato in malo modo un nostro dipendente.

Torniamo a dedicarci alle nostre attività senza aver risolto la situazione.

Cos’è accaduto dentro di noi?

Ci siamo spaventanti pensando alle possibili conseguenze di una situazione.

Ci siamo arrabbiati pensando che il nostro dipendente abbia agito male.

Ci siamo rilassati pensando di aver fatto valere la nostra autorità.

La stessa cosa funziona in caso di un atto violento:

Accade X. Il Sig. A ha un pensiero di rabbia su ciò che è accaduto e pensa che solo facendo l’azione Y si sentirà meglio. La fa e ha l’impressione di sentirsi meglio anche se l’avvenimento X non è cambiato e anche se a causa del suo gesto, il Sig. C, la Sig.ra D e tutto il resto dell’alfabeto sono morti.

Qual’è la soluzione a tutto ciò?

Vedere sempre di più l’origine delle nostre sensazioni e conoscere la natura del pensiero. Solo così eviteremo sempre più spesso di credere all’illusione che un qualsiasi avvenimento esterno possa anche solo in minima parte determinare la nostra sensazione interna.

A determinare la nostra sensazione in ogni istante è solo e sempre il nostro pensiero del momento.

 

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